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1990

Il 1990 si apre con un a grave perdita per Taormina. Muore Nicola Garipoli, per vent'anni sindaco della città, grande sostenitore, nonché uno dei fondatori, di Taormina Arte.

Le nuove direzioni artistiche caratterizzano il cartellone di “Taormina Arte” ’90. A parte la presenza di Giuseppe Sinopoli nella Musica, pure la prosa registra una novità, anche se Gabriele Lavia, chiamato a dirigere la sezione, non può sicuramente essere considerato un volto nuovo per Taormina. Nel suo cartellone grande spazio è dato alla drammaturgia italiana contemporanea: si contano ben 13 allestimenti.

Fiore all’occhiello è, comunque, “Sogno di una notte di mezz’estate” messo in scena da Jerome Savary, coprodotto da TaoArte e dal teatro di Chaillot, a Taormina in prima nazionale. E’ uno spettacolo che si discosta dalla versione più sobria offerta da Glauco Mauri due anni prima. Quello di Savary è un Sogno in chiave gitana, pieno di invenzioni e di continue sorprese. Viene ambientato in un campo nomadi, individuato come il luogo ideale per rappresentare la libertà del sogno, dove può avvenire ogni cosa. I personaggi si muovono a ritmo di flamenco e parlano in francese. Per quattro serata il Teatro Antico assiste al “trionfo dell’immaginario” ed ogni spettacolo ha sempre qualcosa di nuovo, di diverso, che diverte il pubblico, nonostante le difficoltà per la lingua.
“Sogno di una notte di mezz’estate” è rappresentato anche nella danza, con le coreografie proposte da John Neumeier per il Balletto d’Amburgo.

Nel resto del programma grande rilevanza è data agli autori ed agli interpreti italiani. Spazio alle nuove espressioni teatrali con “Alberi”, di Giancarlo Cauteruccio che apre la sezione alla Villa comunale. Presentato dal gruppo “Krypton”, si caratterizza per l’uso multimediale della tecnologia elettronica applicato al teatro-architettura, ma che al tempo stesso è una rivolta della natura contro il progresso.
Reduce dai successi di Verona, arriva“ Come vi piace” con Mario Scaccia per la regia di Mario Sciaccaluga. E’ una cosa di famiglia l’ “Assolo per due”, di Lamberto Lambertini che porta in scena Beppe Barra e la madre Concetta Barra.
Dalla realtà al palcoscenico “Maria dell’angelo” con Regina Bianchi per la regia di Ugo Gregoretti, da un’opera della giornalista-scrittrice Maricla Boggio, che si ispira alla mistica calabrese Natuzza Evolo. Il regista del teatro d’avanguardia Memè Perlini cura la regia di “Donna di piacere”, da un romanzo di Barbara Alberti, con Maria Teresa Vianello e Isabella Martelli.
E’ un dramma familiare “Atlantico” di Enzo Siciliano, interpretato da Raffaella Azim e Giorgio Crisafi. “Agonia di Luisa” di Rodolf Wilcock con Francesca Benedetti, ripropone invece la tragedia della malattia vissuta nella solitudine.

Un discorso a parte merita “Dal silenzio al silenzio”, cinque atti unici e poesie di Samuel Beckett, portato in scena da Glauco Mauri. Con questa rappresentazione che ripropone il teatro dell’Assurdo, “Taormina Arte” riprende il discorso dell’incomunicabilità aperto due anni prima con Ionesco. Le scelte di Mauri ricadono su “L’ultimo nastro di Krapp”, “Improvviso dell’Ohio”, “Respiro”, “Frammento di teatro I”, “Atti senza parola I”.

Dopo gli anni di Shakesperare, a Beckett è anche dedicato un convegno, sempre a cura di Alessandro Serpieri: “La parola nel silenzio” che affronta il tema dell’ “impossibilità della comunicazione e, insieme, il dovere per l’artista di comunicare”.
“Testamento di sangue” di Dario Bellezza con Virginio Gazzolo per la regia di Renato Giordano, è un omaggio a Pasolini, novità assoluta descritto, come “dramma atroce e ironico sulla diversità, ma anche il dramma dell’impegno politico fallito e rifiutato e del fallimento stesso della poesia”. Completano il quadro “Adame Miroir” testo per la danza di Jean Genet, mai rappresentato in Italia il cui progetto coreografico è di Paolo Koss e “Amfiparnaso” da una composizione musicale tardo cinquecentesca del modenese Orazio Tiberio Vecchi, allestito dalla compagnia inglese Trestle Theatre, che ne fa una messa in scena che oscilla tra l’arte del mimo e il teatro comico.

E’ ancora Pippo Baudo a condurre la “Festa per il Teatro”, il 5 agosto, con la diretta RaiUno. A Gassman va il premio “Eduardo” “per la sua costante ricerca di perfezione artistica”; i premi “Una vita per il teatro” se li aggiudicano Mario Carotenuto, Elena Zareschi, Luigi Squarzina, Ferruccio de Ceresa e Lucio Ardenzi. Monica Guerritore vince il Premio “Tumiati”. Il “Premio Europa” va per la prima volta ad un italiano, Giorgio Strehler, chiamato a guidare il neonato “Théatre de l’Europe”.

Il Teatro è grande protagonista anche nella mostra fotografica curata dal critico Ugo Volli, che ripropone gli scatti delle rappresentazioni o delle prove delle opere teatrali andate in scena a Taormina, a partire dagli anni ’50. Un eccezionale documento che evidenzia il legame del centro ionico con la cultura in generale ed il teatro in particolare, di cui appare culla naturale. La rassegna viene divisa in quattro sezioni: primi piani, retroscena, riflessi del passato, usa e getta.

Clown, mini, musicisti e gruppi di livello animano gli spazi dimenticati di Taormina: una scelta dettata dal desiderio di rendere l’intera cittadina vera protagonista della rassegna.

La sezione “Video d’autore”, curata come sempre da Valentina Valentini, è contrassegnata da “Infermental”, la prima rivista internazionale su videocassetta, nata a Budapest, che documenta dieci anni di fermenti sperimentali di varie generazioni di videoartisti. “Infermental” viene presentata accanto da una retrospettiva dedicata, in prima italiana, al fondatore della rivista Gabor Body, morto nell’85.

Aspettando il “Lohengrin”, questa prima edizione della rassegna musicale nel nome di Sinopoli, viene vista, dagli stessi organizzatori come un anno di transizione, una sorta di numero zero del Festival. Sinopoli è naturalmente protagonista, con la Philarmonia, di due grande serata l’1 e il 2 settembre: la Salomè di Strauss, solo versione concerto e la “Quarta” di Mahler.
Presente ancora, con due concerti, anche l’orchestra del festival dello Schleswing-Holstein diretta da Semyon Bychov, con un solista d’eccezione per il concerto per violoncello di Dvorak: Mstislav Rostropovich.

Nel ’90 vede la luce anche la Lotteria di Taormina. I biglietti sono abbinati agli artisti votati dal pubblico di Taormina Arte: ad ottenere maggiori consensi è Luciano Pavarotti, che fa vincere al fortunato possessore del biglietto vincente, acquistato in provincia di Lucca, ben 2 miliardi di lire.