Note Biografiche
Giuseppe Migneco nasce a Messina nel 1903.
Da fanciullo vive con la famiglia a Ponteschiavo, una piccola stazione vicino Messina, di cui il padre è capostazione.
A Ponteschiavo, il ragazzo trascorre gli anni più belli della sua vita, libero, in rapporto diretto con la natura e con la vita contadina.
L’adolescente Migneco viene mandato a Messina per frequentarvi le scuole superiori.
A metà degli anni Ventisi proietta nella grande Milano industriale per frequentare la Facoltà di Medicina, ma le sue apparizioni nelle aule sono sporadiche.
E’ l’incontro con Beniamino Joppolo, intellettuale di spessore europeo e poi l’amicizia con Birolli, ad infiammare una miccia già accesaincoraggiandolo a perseguire la sua vera vocazione e a lasciarsi alle spalle l’Università.
Per sopravvivere, Migneco cerca di darsi da fare: crea bozzetti pubblicitari per una ditta di cravatte, ritocca rotocalchi, tra cui “Il Corriere dei Piccoli”.
Comincia a dipingere quadri autobiografici ed esistenziali.
Nel 1936 espone nella VII Mostra del Sindacato Fascista Lombardo, cui parteciperà consecutivamentefino alla XIII del 1944.
Nel 1938 il diciottenne Treccani, in un’osteria, fonda la rivista «Corrente di Vita giovanile», da cui il movimento di Corrente e la Bottegadi Corrente che darà ai giovani artisti la possibilità di farsi meglio conoscere. Migneco espone nella prima e nella seconda mostra della Bottega, e nel 1939, rispettivamente al Palazzo della Permanente e alla Galleria Grande.
La sua prima Personale, con presentazione in catalogo dell’amico Beniamino Joppolo, può realizzarla nel 1940 alla Galleria Genova, nella capitale ligure. Nello stesso 1940, partecipa alIIPremio Bergamo al Palazzo della Regione.
Nel gennaio 1941 un’altra Personale gli viene organizzata dalla Bottega di Corrente, e sempre del 1941 partecipa al III Premio Bergamo.
I suoi dipinti vengono acquistati dal Ministero dell’Educazione Nazionale ed oggi sono alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.
Nel 1942, al IV Premio Bergamo, accanto alla Crocifissione di Renato Guttuso, espone Cacciatori di lucertole.
Nel ‘42 il Centro d’Azione per le Arti, voluto da Bottai, organizza la Mostra di Ventuno Artisti Italiani. Tra gli artisti figurano Birolli, Mafai, Tosi, Severini, Rosai, De Pisis, Casorati, Guttuso e Migneco con Gli sposi e Bambina dal cappuccio.
Ancora nel 1942 espone alla Galleria della Spiga. Poi interrompe il suo lavoro artistico, perché richiamato alle armi.
Con la guerra e l’atmosfera cupa di quegli anni si disperde il gruppo di Corrente.
Dopo la guerra, nel 1945 crea alcune tempere con scene di guerra partigiana.
Alla fine del 1945, un mercante d’arte lo invita a dipingere un paesaggio alla Van Gogh. Migneco dipinge una tavola, non firmata, che viene venduta a molti collezionisti ed esposta, per qualche tempo, al MOMA di New York accanto ai veri Van Gogh.
Nel 1948, viene rilanciatoda una mostra, organizzata da Cardazzo alla Galleria del Naviglio. E’ l’anno della rinascita, che lo vede presente per la prima volta sia nella V Quadriennale Nazionale d’Arte romana (dove esporrà fino al 1960, e poi ancora nel 1986) sia nella XXIV Biennale d’Arte di Venezia in cui pure esporrà nel ’50, nel ’52, nel ’54 fino al 1958, anno in cui otterrà una sala personale.
Negli anni Cinquanta il ritorno nella sua Sicilia. Nel 1951 vince il premio dell’Aapit, l’Ente Provinciale del Turismo, di Messina con Paesaggio di Castelmola, oggi nella collezione della Galleria Provinciale della città e nel 1953 partecipa alla Rassegna Strade d’Italia-Premio Esso, al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Vincitore di molti premi, nel 1955 Migneco suggerisce al Sindaco di Capo d’Orlando il Premio Vita e paesaggio di Capo d’Orlando, in cui bisognava esibirsi en plein air e cui partecipa nel 1956 con Ulivi a S. Gregorio.
Nel 1964 l’agognato viaggio in Russia e in Ungheria. Nello stesso anno visita altre grandi città d’Europa, dove vengono organizzate sue mostre, Londra, Stoccarda, Berlino, Monaco di Baviera, Amsterdam.
Nel1970 Luigi e Rita Di Piazza, che nel 1966 avevano messo su a Palermo la Galleria La Robinia, organizzano una sua personale e nel 1975 espongono le belle tempere pubblicate nel grande volume Poesia contadina russa.
Nel 1976 partecipa con Ballo di contadini alla Mostra della Tavolozza d’oro, il premio assegnato a Messina dalla Galleria Il Fondaco, ed alla IMostra Nazionale del Sacro nell’Arte Contemporanea, organizzata a Palermo.
Nel 1983 la sua città gli dedica, nei saloni del palazzo Comunale, una mostra antologica curata da Lucio Barbera, con oltre 140 dipinti.L’antologica viene poi trasferita alla Rotonda della Besana a Milano.
Nel 1988 è presente con tre operealla grande Esposizione Nazionale d’Arte Contemporanea Tota Pulchra, nel settecentesco Albergo delle Povere di Palermo.
Nel 1991 partecipa all’altra grande Esposizione nazionale d’Arte Contemporanea, Lux Mundi, sempre allestita all’Albergodelle Povere.
Nel 1995 a Milano, l’ultima uscita in pubblico per una sua antologica che raccoglieva mezzo secolo di lavoro.
Si addormenta nel sonno della morte la notte del 28 febbraio 1997, ultimo dei grandi pittori del realismo italiano.