Taormina Arte musica teatro danza

2005 -

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Ci sono i grandi nomi della musica leggera italiana come Bennato, De Gregori e Giorgia, le star internazionali, Diana Ross, i Cure, la lirica con “Madama Butterfly” e Andrea Bocelli, il cabaret di Albanese, Teocoli, Ficarra e Picone, il musical targato “Taormina Arte” “Le tre Caravelle”, un grande evento come il “Giuseppe Sinopoli Festival”, in ricordo di un grande maestro e di un indimenticato direttore artistico. C’è tutto questo a ancora di più nel cartellone dell’edizione 2005 di “Taormina Arte”.

Al pattinaggio artistico, con l’ “Ice World Galà” è affidata l’insolita apertura della rassegna al Teatro Antico, trasformato per l’occasione in un palaghiaccio. Per la prima volta uno spettacolo del genere viene realizzato in un sito archeologico.
Per la pista di 300 metri quadrati, viene prodotto ghiaccio per sette giorni consecutivi, durante le ore notturne.
Uno scenario suggestivo, nel quale si esibiscono otto pattinatori di livello mondiale, specialisti della danza su ghiaccio, alternando le loro esibizioni con le performance di cantanti italiani, tra cui Mario Venuti, Ivana Spagna e i Matia Bazar, in una serata ripresa da RaiUno.

Per il terzo anno consecutivo torna il “Womad”, il festival della world-music che, in linea con lo spirito del Live Aid, in questa edizione parla africano.
Ospite più atteso è la star della musica senegalese, Youssou’N Dour; ma ci sono anche il “menestrello” ugandese Geoffrey Oryema; la band inglese “Van der Graaf Generation”; il gruppo siciliano “Ut Comma” con il puparo Mimmo Cuticchio; il folk siculo degli “Asteriskos”; il progetto “Armentos”, voluto dal newyorkese Al Di Meola che sposa la tradizione popolare sarda in sodalizio con l’ex dei “Tazenda”, Andrea Parodi.
Ma l’appuntamento più atteso e con “La Notte della Taranta”, lo spazio dedicato al recupero della pizzica salentina, da un’idea dell’ex batterista dei Police Stewart Copeland.

La grande musica internazionale continua ad essere protagonista al Teatro Antico, dove rivivono le atmosfere anni ’70 e ’80 con la regina della black-music, Diana Ross, in una delle tre tappe italiane.
L’ex leader delle “Supremes”, a 61 anni, sfodera una classe ed una voce capaci di far registrare il tutto esaurito.

I circuiti internazionali vanno letteralmente in tilt per l’attesissimo concerto dei “Cure”, in esclusiva per l’Italia a Taormina. Richieste e prenotazioni arrivano da tutto il mondo, decine di migliaia per 4500 biglietti; la community aperta nel sito della band è un susseguirsi di richieste per il tagliando che non si trova, per una sistemazione per la notte, per un passaggio per raggiungere la Sicilia; un biglietto venduto all’asta su internet arriva raggiunge la cifra di 311 euro (46 e 69 euro, per gradinata e platea, i prezzi del botteghino).
E il concerto diventa evento: uno dei più belli degli ultimi anni secondo la critica. Sul palco, Robert Smith e compagni regalano tre ore di musica e magia ripercorrendo 27 anni di carriera.

Nomi di prestigio anche per la musica leggera italiana. Francesco De Gregori, a tre anni dall’ultima esibizione al Teatro Antico, attira sempre il pubblico delle grandi occasioni; Edoardo Bennato in versione sinfonica, con l’ensemble d’archi “Quartetto flegreo” e l’Orchestra del Teatro “Vittorio Emanuele”; Gino Paoli e Ornella Vanoni in “Ti ricordi? No, non mi ricordo”, 40 anni di successi dei due eccezionali interpreti senza dimenticare autori come De Andrè, Tenco e Bindi; Giorgia con la limpidezza della sua voce e la promessa del soul internazionale Ricky Fantè che, oltre a precederla sul palco, canta con lei il successo dei Creedence “I heard it throught the grepevine”.

Tra i grandi talenti della musica italiana al Teatro Antico c’è anche Andrea Bocelli, in un impegnativo “Duetti d’amore”, tratti dalle opere più celebri del melodramma italiano e dall’operetta, tra cui: “Tosca”, “Madama Butterfly”, “La Bohème”, “La vedova allegra”.
Con lui, le quattro brave soprano Raffaella Angeletti, Annamaria dell’Oste, Patrizia Orciani, Desiree Rancatone. Gran successo soprattutto di pubblico straniero: 200 prenotazioni arrivano solo dagli Stati Uniti, dove Bocelli è molto amato.

La grande lirica è presente anche quest’anno a Taormina, con “Madama Butterfly”: tre serate con la regia di Flavio Trevisan, l’Orchestra del “Vittorio Emanuele” diretta da Carlo Palleschi e il Coro del “Cilea”, per un doppio cast che vede alternarsi nel ruolo dei protagonisti Maria Pia Ionata e Nitsuko Mori e Rubens Pellizzari e Gianluca Zampieri.

Uno degli appuntamenti più attesi è con il musical “Datemi tre caravelle”, in prima assoluta a Taormina dal 27 al 31 luglio, scritto da Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante con le musiche di Stefano Di Battista e la regia del premio Oscar per la scenografia di “Camera con vista”, Gianni Quaranta.
E’ la storia di Cristoforo Colombo, dall’intuizione del viaggio alla scoperta della via occidentale per le Indie, alla partenza: la cronaca di un sogno che diventa realtà, ma anche la lotta di un uomo solo contro tutti e contro i pregiudizi.
Una coproduzione “TaoArte” e “Khora” teatro. Di richiamo il cast: Cristoforo Colombo è l’attore Alessandro Preziosi; i cantanti Nicky Nicolai e Mario Venuti sono la regina Isabella e re Ferdinando. Accanto a loro altri nove attori e quaranta comparse per tre ore di spettacolo che, dopo Taormina, approda a Genova per le Celebrazioni colombiane.

La lirica greca e latina rivive nel suo scenario naturale, il Teatro Antico, con la splendida voce di Giancarlo Giannini, in “Il dolce canto degli dei”, uno spettacolo in prima nazionale ideato e diretto da Renato Giordano. I versi di Saffo (tra cui una poesia ritrovata di recente), Archiloco, Ipponatte, Cautullo, Mimnermo, risuonano insieme ai canti di artisti della world music.

Torna “il teatro della persona” di Walter Manfrè con “Le voci umane” di Rocco D’Onghia, ispirato a “La voce umana” di Jean Cocteau. Sei monologhi, recitati da sei attori davanti ad un pubblico di appena 26 spettatori: tutti ruotano intorno al tema della solitudine e dell’abbandono.

Teatro Antico gremito anche per il cabaret, quello dei fenomeni italiani: da Teo Teocoli ad Antonio Albanese a Ficarra e Picone, impegnati addirittura in un doppio spettacolo.

Il jazz trova casa a Palazzo Duchi di Santo Stefano con “Trasnoche”, una rassegna di sei spettacolo in cui il jazz, di volta in volta, si intreccia con la musica popolare, il folk, la musica da camera.

I pittori futuristi, siciliani e non, sono protagonisti in “Futurismo in Sicilia”, mostra curata da Anna Maria Ruta e allestita nella Chiesa del Carmine. Ad essere esposte sono un centinaio di opere di artisti siciliani realizzate tra le due guerre: Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Giulio D’Anna, Giovanni Varvaro a cui si aggiunge anche un giovane Renato Guttuso.
Presenti nella rassegna anche quadri di Balla, Boccioni, Trampolini e Depero.

La chiusura di Taormina Arte, prima dell’appendice natalizia, è affidata alla prima edizione del “Giuseppe Sinopoli Festival”, in programma al 14 al 16 ottobre.
Tre giornate per ricordare il maestro veneziano, originario di Messina. Musicista, scienziato, uomo di cultura, Sinopoli fu direttore artistico della sezione Musica di “Taormina Arte” dal 1988 al 1997, una collaborazione che regalò alla rassegna alcune delle produzioni artistiche più belle della sua storia.

La “Sinopoli Chamber Orchestra” di “Taormina Arte”, costituita da docenti e allievi del Conservatorio “Antonio Corelli” di Messina, rende omaggio a Sinopoli con l’esecuzione di tre brani da camera del maestro; anche i Solisti dell’accademia Filarmonica Romana, da lui fondata, ricordano Sinopoli compositore con tre lavori cameristici (Opus Daleth, Opus Ghimel, Kammerkonzert), oltre l’ “Idillio” di Sigfrido” di Wagner e Quattro pezzi per clarinetto e pianoforte di Berg.

“Uomo straordinario, capace come nessun altro di conciliare cultura e idee, sogni e progetti veri”. E’ così che lo ricorda Gabriele Lavia, al convegno “La musica degli affetti”, durante il quale vengono anche presentate due pubblicazioni: “Nell’isola del mito, Giuseppe Sinopoli e la Sicilia”, del giornalista Matteo Pappalardo, che descrive la prima formazione messinese e gli anni di “Taormina Arte” del maestro e “I racconti dell’isola”, due lavori scritti e ambientati a Lipari da Giuseppe Sinopoli, presentati anche alla “Fiera del Libro” di Messina.

Il lavoro e la vita del direttore artistico, con particolare attenzione ai suoi anni taorminesi, sono raccontati in una serie di scatti presentati nell’ambito della mostra fotografica “Giuseppe Sinopoli, attimi, sguardi”, curata da Silvia Lelli e Roberto Masotti.

Da un’idea di Sinopoli nasce anche “Musica negli ospedali”, venti concerti, da Natale a giungo, realizzati proprio nei nosocomi, a Taormina, Messina e Roma.
Ma l’omaggio più atteso arriva con il concerto della Filarmonica della Scala, diretta da Daniele Gatti, per la prima volta a Taormina.

Un concerto definito “straordinario ed emozionante”, trasmesso in diretta da RadioRai 3. Per l’esibizione sono eseguiti brani da “Romeo e Giulietta” di Porkofiev, la “Quinta” di Ciaikovskij, ma il momento più toccante arriva con “L’incantesimo del Venerdì Santo” dal “Parsifal” di Wagner, molto amato da Sinopoli.
Rivolgendosi al pubblico, Gatti pronuncia solo poche parole: “Sono sicuro che lassù gli farà piacere ascoltarlo”.


 

 

 

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