2004 -
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Peter Gabriel, Alanis Morrisette, “Il mercante di Venezia” con Corrado Pani, la “Carmen”, Alessandra Ferri, la “Royal Philarmonic Orchestra”. Sono solo alcuni dei nomi che spiccano nel cartellone di “Taormina Arte” 2004.
Ma l’apertura della rassegna è affidata alla moda con la “Kore”. Per la prima volta “Taormina Arte” ospita gli “Oscar della moda”, in una serata trasmessa in diretta televisiva su RaiUno e presentata da Milly Carlucci. Grandi stilisti, top model mozzafiato, personaggi del mondo dello spettacolo in una serata glamour nello splendido scenario del Teatro Antico per un’insolita inaugurazione.
Il concerto del “papà” del Womad è sicuramente l’evento di maggior richiamo della rassegna. La sua presenza al Teatro Antico con “Still growing up tour”, annunciata con largo anticipo, scatena i fans che fanno lievitare le prenotazioni: un centinaio i “pacchetti” venduti in pochi giorni La sua esibizione arriva a chiusura del Womad, festival che Taormina ospita per il secondo anno consecutivo. Nei tre giorni che precedono il concerto di Gabriel, sulla scena del PalaCongressi e del Teatro Antico di alternano gli artisti della “wordlmusic” secondo lo stile della manifestazione: Angelique Kidjo, artista africana con tre nomination ai “Grammy awards”; Zap Mama, gruppo di artisti guidato da Marie Daulne, musicista originaria dello Zaire; Susana Baca, una delle più importanti voci peruviane; Kila, sette musicisti di Dublino; Marco Paolini & “I mercanti di liquore”, trio acustico specializzato della rivisitazione di brani folk, in “Song n.32” , uno spettacolo particolare realizzato su testi di Dino Campana, Gianni Rodari, Mario Rigoni Stern. Solo per fare qualche nome.
Un crescendo di suggestioni nell’attesa dell’emozione più forte. E Peter Gabriel non delude! I brani del suo ultimo lavoro “Up” ma, soprattutto, i successi più significativi nel programma proposto dall’artista, apparso energico, vitale. Non ci sono gli effetti speciali degli spettacoli al chiuso, ma tutta la forza della musica e della personalità di Gabriel che, dal palco, lancia un’accusa contro il Governo americano per le violenze subite dai prigionieri iracheni.
Riempire il Teatro Antico non è impresa difficile nemmeno per la cantante canadese Alanis Morrisette, nella seconda delle due uniche tappe italiane del suo tour. Sul palco con la chitarra a collo, meno arrabbiata e più matura, sicuramente impegnata, Alanis strega il pubblico con il suo rock e la sua energia.
Da una generazione all’altra: il rock non lascia il Teatro Antico ma per il secondo appuntamento in cartellone il sound è quello di James Taylor, capace di raccogliere attorno a sé giovani e meno giovani, chi la sua musica l’ha vissuta e chi, anche attraverso le sue canzoni, ha scoperto gli ideali di una generazione. Anche per lui è un tributo di pubblico che culmina quando mille candeline si accendono per “Caroline”.
La musica a Taormina è anche musica italiana: Pino Daniele in versione madrigalista con il suo “Ensemble tour”, rivisita i suoi pezzi più celebri in chiave vocale. Uno spettacolo particolarmente intenso, esaltato dalla bravura di due vocalist, il contralto Rossella Ruini e il basso Fabrizio Palma e tre musicisti.
E’ il “Ballet Preljocaj” da aprire la sezione Musica e Balletto, diretta anche quest’anno da Gioacchino Lanza Tomasi. Il sodalizio artistico, fondato nel 1984 dal coreografo Angelin Preljocaj, festeggia vent’anni di attività. Due i momenti coreografici: “Annonciation”, su musiche di Stephen Roy e Antonio Vivaldi (Il Magnificat) e “La sagra della primavera”, di Igor Stravinskij. Al di là del coinvolgimento per la bellezza dei movimenti e la bravura degli interpreti, il secondo segmento fa discutere per la scelta di Preljocaj, di far danzare la prima ballerina Nagisa Shirai completamente nuda. “Omaggio a Balanchine”, con Alessandra Ferri e i solisti del “New York City Ballet” è l’altro atteso appuntamento con la danza. Un riconoscimento dovuto, nel centenario della nascita, al celebre coreografo. Vengono riproposti alcuni dei suoi lavori più importanti, tra cui “Apollo” del 1928, su musiche di Stravinskij, considerato il suo capolavoro.
In esclusiva per l’Italia, torna la “Royal Philarmonic Orchestra”, diretta da Enrique Batiz con Mario Galeani al pianoforte. L’Opera 54 Shumann, la Quarta Sinfonia di Ciaikovskij e l’ “Ouverture” del “Guglielmo Tell” di Rossini le musiche scelte per il concerto che il comitato di “Taormina Arte” ha voluto dedicare a Domenico Maggiotti, direttore tecnico della rassegna fin dalla sua nascita, scomparso quest’anno, dopo una lunga malattia.
Torna a Taormina “La vedova allegra”. Novantanove anni che non dimostra la più celebre delle operette, applauditissima con la regia di Flavio Trevisan, l’orchestra del “Vittorio Emanuele “ diretta da Marcello Rota, il coro del Cilea preparato da Bruno Tirotta, Denia Mazzola Gavazzeni e Armando Ariostini nel ruolo dei protagonisti, Anna Glavari e Danilo Danilovich ed un sorprendente Enrico Beruschi, apprezzatissimo Njiegus.
La grande lirica propone la “Carmen”, uno degli appuntamenti più attesi del cartellone della rassegna. Una produzione TaoArte e Vittorio Emanuele di Messina con l’Orchestra diretta dal maestro Maurizio Arena e la regia di Pier Francesco Maestrini. Un grande allestimento per un’opera che ha registrato successi di pubblico e critica che, tra gli interpreti, non ha lesinato apprezzamenti al mezzosoprano Annie Vavrille, meravigliosa Carmen; accanto a lei Keith Olsen, Don Josè.
Interessanti le proposte della prosa, diretta quest’anno da Melo Freni.
Ad inaugurarla “Il mercante di Venezia”, in una particolare versione studiata e preparata per “Taormina Arte”. L’originalità dell’opera sta soprattutto nella figura di Shylock, non solo l’usuraio, tra l’altro sempre più cattivo, ma un ebreo aristocratico, animato da sete di vendetta e di riscatto per il suo popolo. Ad interpretarlo, al suo ritorno sulle scene dopo qualche anno, il bravissimo Corrado Pani. Pani riesce a dare al suo Shylock una rara intensità cogliendo tutte le sfumature della complessa psicologia del personaggio. In prima fila tra il pubblico, chiamata a far da madrina alla sezione teatrale, c’è Claudia Cardinale, accolta dalle note del valzer del “Gattopardo” che la vide splendida protagonista. Accanto a lei, Pasquale Squitieri che per “Taormina Arte” presenta un’interessante e commovente rilettura di “Lettera al padre” di Franz Kafka, qui atto d’accusa contro l’olocausto. La lettura è quella di Ottla, sorella dello scrittore, immaginata in un lager nazista di Auschwitz , mentre sullo schermo alle sue spalle l’eccidio degli ebrei è rievocato attraverso immagini dell’Istituto Luce. Nella scena piombano anche le parole del prologo di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
Nel settimo centenario della nascita, “Taormina Arte” rende omaggio il grande poeta Francesco Petrarca con uno spettacolo ideato da Beppe Menegatti, che riceve il “Premio Freni” giunto alla dodicesima edizione. “I ‘vo gridando: pace, pace, pace”, imperniato sui sonetti di Petrarca e arricchito da un testo di Mario Luzi, si caratterizza per la riscoperta della lingua del ‘300. Accurata la scelta delle musiche da Shubert a Liszt, da Schonberg a Rota e sulla scena attori cantanti, ballerini e la partecipazione straordinaria di Carla Fracci.
La chiusura in bellezza, il 22 e il 23 agosto, di una rassegna ricca e variegata è affidata a Claudio Baglioni che, considerata la grande richiesta di biglietti, decide di raddoppiare il suo impegno per “Taormina Arte” con due concerti. Per due giorni Taormina presa d’assalto per un artista che resta tra i nomi più amati della musica leggera e che regala due splendide esibizioni ripercorrendo 35 anni di carriera.
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