1999 -
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E’ la coreografa tedesca Pina Baush la vincitrice del “Premio Europa” per il teatro. Anche l’edizione del ’99 di “Taormina Arte”, si apre con una tre giorni dedicata all’ambito riconoscimento ( dal 6 al 9 maggio) assegnato, per la prima volta ad un esponente del mondo della danza.
Il direttore artistico della sezione Prosa, Giorgio Albertazzi, dà un titolo al cartellone proposto quest’anno: “Sangue ed eroi”: ad essere rappresentati sono, infatti, alcuni tra i personaggi più celebri del teatro, figure tragiche accomunate da un stesso elemento: la perenne lotta con il proprio destino. E, finalmente, Giorgio Albertazzi può mettere in scena un suo progetto: è “Edipo Re”, di cui torna a vestire i panni dopo trent’anni. Accanto a lui, una splendida Giocasta, Irene Papas. La regia viene affidata ad Andrea Di Bari. Lo spettacolo è una produzione esclusiva per “Taormina Arte” e va in scena per tre sere. La drammaticità è quella del personaggio di Sofocle, ma ha in sé anche tutte le incertezze dell’uomo moderno. Le partiture del Coro, affidato all’ensemble “L’homme armè” diretto da Fabio Lombardo, sono quelle secentesche composte da Andrea Gabrieli, così come al ‘600 sono ispirati i costumi. Successo per lo spettacolo, ma i più festeggiati sono Albertazzi e la Papas, che viene premiata con il “Lingottino d’argento” e si ripete qualche giorno dopo a Messina, portando in scena, sempre per “TaoArte”, “Teodora di Bisanzio”, un mosaico di testi recitati, inni bizantini e antichi canti greci con le musiche di Vangelis.
Tenta di superare gli individualismi del teatro moderno, recuperando la funzione e la componente universalistica del coro “Tragoidia”, spettacolo di musica e danza portato in scena alla Villa Comunale dalla messinese Bruna Macchiarella con le musiche originali di Dario Miller.
Legato alla tradizione del Teatro Antico anche “Elena”, un monologo di Ivana Monti, curato da Giovanni Anfuso, che ripercorre il mito della Bella di Troia attraverso i versi di Ritsos, Euripide e Omero.
Per due sere i giardini della Villa Comunale diventano i luoghi de “Il Minotauro”, uno spettacolo itinerante ideato da Claudio Ascoli e rappresentato dalla compagnia “Chille de la Baldanza”.
Restando fedeli al titolo della rassegna, arriva “Otello” per la regia di Paolo Gazzarra, con Massimo Venturiello, Fiorella Rubino ed Eros Pagni che, con la sua interpretazione di Jago, riesce a rendere il personaggio vero fulcro di tutta l’azione.
Ancora Giorgio Albertazzi è protagonista in “Yossl Rakover si rivolge a Dio”, toccante monologo dello scrittore-giornalista Zvi Kolitz, una sorta di testamento- accusa scritto nel ghetto di Varsavia durante la seconda guerra mondiale. In prima nazionale, il messinese Giampiero Cicciò, mette in scena “I Fratelli nemici”, tratto da “La Sposa di Messina” di Schiller.
Intenso anche il programma della musica, aperto dall’Orchestra Giovanile Italiana, diretta da Eliahu Inbal. E’ pomeridiano il concerto dell’Orchestra Infantile del Venezuela: 221 elementi di età compresa tra i 7 e 12 anni, con un direttore d’orchestra, Gustavo Medina, appena maggiorenne.
Un’altra prima dà il via alla danza: è “Persone n’epouse les Mèduses”, della compagnia diretta da Angelin Preljocaj, mentre il Balletto di Toscana presenta due spettacoli: “Fountain of Love”, un tributo a Frank Zappa e “Mediterranea” con le coreografie, rispettivamente di Cesc Gelabert e Mauro Bigonzetti.
Entusiasma il gruppo “Taman Kan” di Baba Sissoko che vanta collaborazioni con The Wailers e Sting. Per una sera il Teatro Antico viene avvolto dalla magia dei ritmi africani al suono di tamburi, arpe a balafon e, incoraggiato dall’esaltazione del pubblico regala ben sei i fuoriprogramma.
A Taormina torna anche Franco Battiato con i musicisti del “Nuovo Quartetto italiano” e Manlio Sgalambro, voce recitante. “Fleurs”, il nome del suo spettacolo, di fatto diviso in due parti: la prima dedicata alla musica degli anni ’60, mentre nella seconda riprende il suo repertorio.
I grandi concerti tornano a gremire il Teatro Antico. Di scena è l’orchestra più antica di Russia, la Filarmonica di San Pietroburgo, diretta da una bacchetta d’eccezione, quella del maestro Yuri Temirkanov. Ma è la chiusura della rassegna a far registrare il tutto esaurito: sul podio c’è Zubin Mehta con l’Orchestra Filarmonica di Israele che esegue la Sinfonia n. 1 di Beethoven e la “Sesta” di Mahler.
Anche quest’anno, alcuni spettacoli della rassegna vengono realizzati a Messina, nello scenario della Terrazza dell’ex Irrera a Mare. In esclusiva italiana è il concerto della cantante israeliana Noa, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica del Teatro “Vittorio Emanuele”, diretta da Ilan Mochiach. Nel suo programma ci sono Bernestein, brani yemeniti, ma anche l’ “Ave Maria” di Bach, già cantata nel ’94 alla presenza del Pontefice. Un’unica esibizione per l’Italia meridionale è quella di Eleni Karaindrou e dell’Orchestra d’archi “ La Camerata d’Atene”, in “Musiche per il Cinema”, concerto in cui sono riproposti i successi della compositrice greca, famosa per il suo sodalizio con il regista Theo Angelopulos.
Grandi colonne sonore e riscoperta della musica balcanica anche per “Music for Movies”, dove i film sono quelli di Emir Kusturica e la musica è di Goran Bregovic, che dirige la “Weddings and Funeral Band”.
Sono insufficienti i 1200 posti messi a disposizione per il concerto di Lucio Dalla, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica del “Vittorio Emanuele”, diretta da Beppe D’Onghia che ha curato anche gli arrangiamenti. L’esibizione viene quindi replicata al Teatro Antico, dove si registra un altro pienone.
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