EDOARDO BENNATO & ORCHESTRA
Prima data: 10/07/05 - Ora: 21:30
Location: Teatro Antico
Edoardo Bennato e l'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina sono protagonisti al Teatro Antico di un concerto indimenticabile Edoardo Bennato e l'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina sono protagonisti al Teatro Antico di un grande appuntamento offerto dal cartellone estivo di Taormina Arte. Un concerto sinfonico di assoluta qualità che unisce il repertorio del cantautore napoletano e l’esperienza maturata dall'ensemble nata nel 1994. Bennato ripercorre a Taormina alcune tra le più significative tappe della sua carriera, in un universo poetico-sonoro del tutto unico e originale, trasgressivo e romantico, vibrante ed estroso. Per l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, diretta da Antonio Sinagra e accompagnata dal soprano Maria Chiara Chizzoni, si tratta di un ritorno a Taormina. L'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele è stata diretta in questi anni da numerosi maestri di chiara fama, tra questi anche Fabrizio Maria Carminati, Reynald Giovaninetti, Julian Kovatchev, Niels Muus, Volodymyr Sirenko. Da qui hanno tratto ispirazione anche le tante collaborazioni con affermati solisti della musica classica e della musica leggera: Ray Charles, Milva, Noà e Joel Thiollier.
I brani che propone Bennato in collaborazione con l'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina e insieme anche al Quartetto Flegreo (Simona Sorrentino e Fabiana Sirigu ai violini, Luigi Della Notte alla viola e Marco Pescosolido al violoncello) sono tutti successi senza tempo, che faranno rivivere in versione sinfonica emozioni e ricordi, frammenti di una variegata ed intramontabile colonna sonora degli ultimi trent'anni.
BIOGRAFIA di Edoardo Bennato Un genio assoluto, uno stravagante e per certi versi incompreso "menestrello", l'uomo che ha dato voce all'utopia e che ha prodotto indimenticabili graffi alla coscienza collettiva e al quieto spirito benpensante del nostro paese. Il suo percorso di cantautore è da inserire nella bacheca degli episodi memorabili della storia della musica italiana, avendo raggiunto livelli artistici difficilmente eguagliabili nel campo della cosiddetta musica leggera. Edoardo Bennato ha infatti creato un universo poetico-sonoro del tutto unico ed originale, che lo colloca al di fuori dei molti musicisti che hanno calcato le italiche scene. I suoi esordi sono corrosivi, a partire da quell'album acido e "antimusicale" che è "I buoni e i cattivi". Un vertice, (contenente la spregiudicata "In fila per tre" oltre alla splendida "Un giorno credi"), nel suo denso ribellismo disincantato, mai velleitario. Nato il 23 luglio 1949 a Bagnoli, alla periferia di Napoli, Edoardo Bennato non ha mai trascurato le sue radici. È stata la madre ad assecondare le attitudini musicali di Edoardo, Eugenio e Giorgio mandandoli a lezione da un maestro di fisarmonica un giorno d'estate. In quel periodo – eravamo nel cuore degli anni sessanta – alla melodia napoletana dei vari Sergio Bruni e Mario Abbate, Edoardo preferiva i suoni della nuova America come un ragazzo di New York, Londra o Milano: da lì è partita la scalata di Bennato. Storica è diventata la copertina dell'album "Io che non sono l'imperatore", in cui è riportato un suo progetto alternativo per la metropolitana di Napoli, messo a confronto con quello del Piano Regolatore predisposto dal Comune. Edoardo infatti ha anche trascorsi di architetto (si è laureato proprio con uno studio su quel progetto). Ma l'album si evidenzia anche per la canzone "Affacciati affacciati", registrata durante un concerto all'Università Bocconi di Milano e che si rivolge irrispettosamente a Papa Paolo VI (è probabilmente l'unico cantante che abbia osato fare una cosa simile, nel contesto dell'Italia cattolica), e per "Signor censore" uno sbeffeggiamento contro l'imbavagliamento della cultura e del libero modo di pensare. Quel bellissimo album è una delle tappe che, a partire dal suo esordio del 1973, con "Non farti cadere le braccia" al 1980 di "Sono solo canzonette", ha visto una progressione di capolavori impressionante. Tutto merito, se proprio vogliamo risalire alle origini, dei genitori. Come i fratelli Eugenio (poi nella Nuova compagnia di canto popolare) e Giorgio (nome d'arte Giorgio Zito), Edoardo è stato infatti incoraggiato dalla madre a prendere lezioni di musica. Giovanissimo, gira il mondo finché approda a Milano per studiare architettura. Le influenze musicali straniere, in particolare il blues, caratterizzeranno uno stile musicale assai diverso da quello tradizionale del fratello Eugenio: fin dal primo album, Edoardo si definisce ironicamente un "Rinnegato". Il successo di massa che arriva con la rivisitazione allegorica delle favole Pinocchio (di Carlo Collodi) e Peter Pan (di James Matthew Barrie) in due concept album, "Burattino senza fili" e il già ricordato "Sono solo canzonette". A partire dagli anni '80 la sua produzione si fa più discontinua e commercialmente più incerta ma riesce comunque ad ottenere grandi successi azzeccando singoli come "Ok Italia", "W la mamma " o l'inno dei mondiali italiani di calcio del 1990 "Notti magiche", cantato insieme a Gianna Nannini. A fronte di questo suo volto smaccatamente commerciale, emerso in modo sorprendente (almeno per i suoi fan), l'ansia di ricerca musicale si fa inesausta. Incide un disco di rhythm'n'blues in napoletano con lo pseudonimo di Joe Sarnataro, e addirittura un album acustico, dalle atmosfere "classiche", nel quale rivisita i suoi successi con un quartetto d'archi (prima i Solis String Quartet e poi il Quartetto Flegreo). Il 1995 è stato, invece, l'anno magico di "Le ragazze fanno grandi sogni". L'album più sofferto di Edoardo, sicuramente uno dei più belli. Dieci canzoni scritte di getto che sono un omaggio al mondo femminile, canzoni che ripercorrono territori onirici come Afferrare una stella o la title-track Le ragazze fanno grandi sogni: momenti che esplorano in musica i meandri oscuri della pazzia come Elogio alla follia o Cerco il mio amore. Un disco che esprime il più classico fra i sentimenti ispiratori delle canzoni di tutti i tempi: l'amore. Succesivamente pubblica "Sbandato", e nel 2000 e 2001 escono due raccolte. La prima, "Sembra ieri", contiene tre inediti, "Si tratta dell'amore", "Sembra ieri" e "Taraunta tatà"; l'altra è un doppio intitolato "Afferrare una stella", che comprende fra le altre, le canzoni che fanno da colonna sonora a una serie di spot TV di un noto operatore di telefonia mobile. Le canzoni maggiormente "salite in cattedra" qui sono "Le ragazze fanno grandi sogni", "L'isola che non c'è", "Fantasia", "Ogni favola è un gioco" , sino appunto ad "Afferrare una stella". Un viaggio musicale splendido ed emozionante corredato anche da un libretto di ben 32 pagine con uno stupendo fumetto disegnato da Loredana Nicosia. Tra i suoi tanti, e più recenti, lavori da ricordare anche "Il Principe e il Pirata", colonna sonora dell'omonimo film di Leonardo Pieraccioni. Le tappe artistiche di Edoardo Bennato sono tutti successi senza tempo, che fanno rivivere le emozioni ed i ricordi, come se fossero universale colonna sonora degli ultimi trent'anni.
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