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HEVIA
No man's land (Terra di nessuno) è il lavoro con cui il suonatore di cornamusa Jose Angel Hevia, originario della regione spagnola delle Asturie, ha dato il via ad una carriera artistica molto promettente.

:: Descrizione spettacolo
La tradizione e la modernità: la centenaria cornamusa si allea con la magia dell’elettronica, tamburi primitivi e didgeridoos australiani suonano insieme a modernissime sezioni di percussioni, il canto atavico delle donne dei Picos de Europe risuona sui ferenetici ritmi della fine del Millennio. E’ tutto questo l’album No man’s land (Terra di nessuno), con cui il suonatore di cornamusa Jose Angel Hevia, originario della regione spagnola delle Asturie, ha dato il via ad una carriera artistica molto promettente. Un album dalla musica senza tempo, in cui le radici ancestrali si protendono verso le sfavillanti manifestazioni della modernità. Una colonna sonora di un popolo che vive sulle pendici di una montagna da qualche parte sulla Terra. La musica di Hevia ha radice celtiche: nelle sue canzoni folk si fondono concetti universali ed etnici. E’ una musica con una ricchezza sonora e melodica, accompagnata da voci e cori tradizionali, con arrangiamenti pop-rock. E’ una musica in cui convergono una gran varietà di strumenti, anche elettronici. Il tutto guidato dalla sua sorprendente cornamusa Midi. Hevia, prima di realizzare questo album, ha lavorato con il gruppo folk dei Boldes e ha guidato la band di cornamuse Villaviciosa. Ma la prima volta che ha soffiato in uno di questi strumenti aveva solo 10 anni. Tutta la sua famiglia avrebbe preferito che non lo facesse. Ad ottobre è uscito il suo nuovo album “The other side” e al suono della cornamusa Hevia ha affiancato anche ritmi moderni, avvalendosi nel singolo “Tanzila” di alcuni suonatori di cornamuse della Giordania, E proprio in Giordania, a Petra, è stato girato il video di “Tanzila”. “La prima volta – racconta sempre Hevia – che mia madre mi ha visto suonare in pubblico ha pianto. A quei tempi suonare le cornamuse nelle Austrie era associato ai bifolchi di campagna, sinonimo di vita rustica e feste contadine. Non dimenticherò mai la prima volta che ho visto questo strumento: avevo 4 anni stavo camminando con mio nonno. L’uomo con la cornamusa non stava suonando in quel momento, ma reggeva lo strumento tra le braccia. Quell’immagine mi ha portato a pensare che le cornamuse sono più che semplice musica: le vedo come il simbolo dei popoli”.
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Palazzo dei Congressi - 27/12/03- 21
| : : Cast |
27 dicembre ore 21
HEVIA in concerto Jose Angel Hevia Midi Bagpipes, Whistles, Acustic Bagpipes Mª Jose Hevia Latin, Traditional and Étnic Percussión Fernando Gonzalez Electric and Acoustic Guitars Juan Carlos Mendoza Bass Guitar Cristian Costantini Drums Peter Bulla Violin |
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