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UTO UGHIdi Matteo Pappalardo La personalità
La carrieraAbituato a sbalordire Ughi lo è sempre stato: a partire da quando, ad appena sette anni (dunque, nel 1951), al Teatro Lirico di Milano, eseguì - lasciando i presenti a bocca aperta - la Ciaccona dalla Partita N. 2 (destinata a rimanere uno dei suoi "pezzi forti") di J. S. Bach e alcuni Capricci di N. Paganini. A dodici anni, poi, la critica lo considerava già un "concertista artisticamente e tecnicamente maturo". Da allora, la sua carriera non ha conosciuto soste né pause. Allievo prediletto - alla Chigiana e a Parigi - di George Enescu (straordinario violinista e importante compositore rumeno, scomparso nel 1955, autore tra l'altro di 2 Rapsodie Rumene e di un Concerto per violino parecchio eseguito e già maestro di Y. Menuhin), ha continuato gli studi, prima, con l'assistente di Enescu, Y. Astruc; e, poi, al Conservatorio di Ginevra con C. Romano, allievo di Carl Flesch; completando la sua formazione studiando Composizione con Bruno Bettinelli e Pianoforte con Carlo Vidusso al Conservatorio "G. Verdi" di Milano e successivamente a Vienna. In cinquant'anni di carriera (se consideriamo l'eccezionale debutto milanese), Ughi ha tenuto concerti un po' ovunque, diretto dai maggiori direttori e con le principali orchestre del mondo: citarne alcune soltanto non avrebbe senso e non renderebbe giustizia alle altre. Così come copiosa è la sua attività discografica, quanto mai apprezzata dal pubblico e dalla critica. Per la salvaguardia del patrimonio artistico nazionale ha fondato nel 1979 il Festival "Omaggio a Venezia", nell'ambito del quale ha istituito, con Bruno Tosi, il Premio "Una vita per la Musica". Tra i tanti riconoscimenti, da rimarcare quelli conferitigli nel 1978, quando viene eletto Accademico effettivo di S. Cecilia, e nel 1997, allorchè il Presidente della Repubblica gli ha conferito l'onoreficenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici. La curiositàSuona due violini di straordinario pregio: un Guarnieri del Gesù del 1744 ex Grimiaux; e uno Stradivari del 1701, ribattezzato Kreutzer dal nome del violinista a cui Beethoven dedicò la famosa Sonata (a cui si ispirò Tolstòj per intitolare un suo celebre romanzo breve). Il programmaNell'interessante programma di questo atteso appuntamento taorminese, oltre agli "immancabili" Bach (Ciaccona dalla Partita N. 2 per violino solo) e Paganini (quattro splendidi Capricci) della prima parte, trovano posto, nella seconda, la splendida Fantasia concertante su temi dal "Faust" di Gounod Op. 20 del violinista e compositore polacco Henryk Wieniawski (Lublino, 1835 - Mosca, 1880), straordinario virtuoso affermatosi nella seconda metà del XIX secolo in tutti i maggiori teatri del mondo (a Parigi, Berlino, Londra, Pietroburgo e, a fianco di A. Rubinstein, in America); l'Introduzione e Rondò capriccioso Op. 28 per violino ed orchestra che Camille Saint-Saëns compose nel 1870 (pagina per molti versi esemplare della chiarezza compositiva propria del musicista francese, a cui devono moltissimo gli autori d'oltralpe del XX secolo); e, in conclusione, la celeberrima Fantasia sulla "Carmen" di Bizet Op. 25 che costituisce ancor oggi una delle pagine più eseguite di Pablo de Sarasate (straordinario virtuoso spagnolo di fine Ottocento, la cui produzione, per quanto sia stata poco stimata dalla critica - <arte rifinitissima, la sua, - scrisse Ferruccio Busoni nel 1884 - ma esente di robustezza e di virilità> - è rimasta costantemente nel repertorio dei più grandi violinisti, avendo sempre ricevuto da parte del pubblico entusiastica accoglienza).
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