|
LORIN MAAZELdi Matteo Pappalardo La personalitàQuando Toscanini lo chiamò, nel 1941, a dirigere
l'Orchestra Sinfonica della NBC, gli americani capirono subito che quel
ragazzino (aveva appena undici anni!) sarebbe diventato un grandissimo
direttore.
La carrieraNato a Neuilly-sur-Seine (Parigi) da genitori statunitensi, Maazel ha studiato a Los Angeles e a Pittsburgh (con V. Bakaleinikov): all'età di nove anni viene chiamato a dirigere il New York World's Fair e l'Hollywood Bowl, intraprendendo una fulminante carriera che lo avrebbe portato, di lì a qualche anno, a dirigere le più grandi orchestre statunitensi e canadesi (New York Philarmonic Orchestra e le formazioni di Pittsburgh, Chicago e Cleveland). Nel 1947 debutta come violinista e comincia a svolgere intensa attività concertistica con il "Fine Arts String Quartet" da lui fondato. Nel 1949 è nominato direttore dell'Orchestra di Pittsburgh. In Italia giunge solo nel 1952, quando, ottenuta la Fulbright Scholarship, si trasferisce a Roma per frequentare l'Università ed il Conservatorio di S. Cecilia. Negli anni successivi numerosi e sempre più prestigiosi sono gli inviti ed i riconoscimenti che vengono conferiti da tutte le parti del mondo: come quando, nel 1960, è stato invitato al Festival wagneriano di Bayreuth - primo americano e direttore più giovane della storia della manifestazione - per dirigere il "Lohengrin"; oppure quando, sempre a Bayreuth, nel '68 nel '69, venne chiamato - primo direttore non tedesco - a portare sulla scena la Tetralogia ("L'anello del Nibelungo") del grande compositore tedesco. E' stato, poi, direttore della Sinfonica berlinese (1965-75); direttore artistico della Deutsch Oper (1965-71), sempre della capitale tedesca; direttore aggiunto con O. Klemperer alla New Philarmonia Orchestra di Londra (1970-72); alla guida, per dieci anni, dell'Orchestra di Cleveland (1972-82); dell'Opera di Vienna (1982-85); direttore musicale dell'Orchestre National de France (1988-90); e, pur essendo direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica di Pittsburgh (a partire dal 1988), dal 1993 (e fino al prossimo anno) è direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica della Radio di Monaco di Baviera. Da rimarcare, ancora, il contributo offerto negli anni Ottanta al genere dei film-opera attraverso i celebri esempi del "Don Giovanni" (con l'Orchestra ed il Coro dell'Opéra di Parigi), diretto da J. Losey, e della "Carmen" (alla testa dell'Orchestre National ed il Coro di Radio France), diretta da Francesco Rosi. Numeri da capogiro, infine, presenta la sua eccezionale discografia: sono ben oltre trecento, infatti, le incisioni, tutte di altissimo livello (tra queste, spiccano l'opera completa di Puccini e tutte le sinfonie di Beethoven, Mahler, Rachmaninov, Sibelius e Ciaikovskij). Così come tante sono le onorificenze ricevute in vari paesi del mondo: solo per fare due esempi, la Legion d'Onore in Francia e la nomina di membro onorario a vita della Philarmonica di Israele, (ricevuta nel 1985, quando fu invitato a dirigere il memorabile concerto per il 40. anniversario dello stato ebraico). La curiositàMaazel è stato, nel 1980, il primo non viennese a dirigere i Wiener al Concerto di Capodanno. Gli toccò succedere a Willy Boskovsky, che ininterrottamente dal 1955 aveva ereditato questo privilegio da Clemens Krauss (il fondatore, nel 1939, dell'ormai tradizionale appuntamento d'inizio anno, sostituito - ma soltanto nelle due edizioni immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale - da Joseph Krips). Sul podio della capitale austriaca Maazel è rimasto ininterrottamente fino al 1986; tornandovi ancora nel 1994 e nel 1996, ed esibendosi anche in veste di violinista. Il programmaNell'atteso appuntamento nell'ambito di Taormina Arte, Maazel e l'Orchestra e il Coro Bayerischer Rundfunk eseguiranno la Quinta e la Settima delle nove sinfonie beethoveniane: pietre miliari non soltanto della produzione musicale di primo Ottocento ma di tutti i tempi. Composta tra il 1804 ed il 1808, la Sinfonia N. 5 Op. 67 in do minore - considerata, a ragione, <paradigmatica del sinfonismo beethoveniano> (G. Pestelli, "L'età di Mozart e Beethoven", EDT, Torino, 1979) - fu eseguita per la prima volta il 22 dicembre del 1808, ricevendo un'accoglienza entusiastica. Anche da parte della critica del tempo che, pur riconoscendo in queste splendide pagine i segni di un Classicismo maturo, vi intravedeva i prodromi del nascente Romanticismo (per via di quel "titanismo eroico" che la pervade e che la avvicina a tanta parte della cultura, non solo musicale, del XIX secolo). Recensendola, nel 1810, sulla "Allgemeine musikalische Zeitung", infatti, E. T. A. Hoffmann - ci informa Maynard Solomon in un interessante volume del 1998 - sottolineava come in essa il grande compositore di Bonn desse <libero sfogo alla paura, al terrore, all'orrore, al dolore ( ) provocando quella brama di infinito che è l'essenza del Romanticismo>. Nondimeno, nello stesso articolo, veniva messa in evidenza dall'acuto recensore la coerenza della forma sinfonica di Beethoven, tale da poterlo collocare <perfettamente accanto a Haydn e Mozart quanto a padronanza di sé (Besonnenheit)>. <Per mezzo di questo termine (Besonnenheit), che adattò dalla Scuola di estetica di Jean Paul, Hoffmann - rimarca, ancora, Solomon nel suo illuminante saggio - si riferiva alla compostezza, alla serenità e alla capacità di riflessione che sono le caratteristiche di un compiuto Classicismo>. (M. Solomon, "Beethoven Essays", Einaudi, 1998, da "The Romantic Period in Germany", a cura di S. Prawer, Londra, 1970). Definita da Richard Wagner "apoteosi della danza", la Sinfonia N. 7 Op. 92 in la maggiore (composta tra il 1811 ed il 1812 ma eseguita per la prima volta l'8 dicembre del 1813) ha nel <senso di gioia in essa espresso> (Mila) e - guarda caso - nella straordinaria ricchezza di ritmi e movenze di danza la sua principale caratteristica: basti pensare all'ultimo movimento, l'Allegro con brio <che è quasi l'idea stessa della danza> (G. Manzoni). Il concerto odierno è dedicato dal comitato organizzatore alla memoria del M° Giuseppe Sinopoli, a lungo direttore della sezione musicale di Taormina Arte, scomparso il 20 aprile scorso, dopo che un malore lo aveva colpito mentre dirigeva, sul podio della Deutsch Oper, quell'"Aida" di Verdi che segnava il suo ritorno, dopo più di dieci anni, a Berlino. |
||||