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Gala Concerto di JOSE' CARRERASdi Matteo Pappalardo La personalità
La carrieraSono Juan Ruax e Montserrat Caballé i "padrini" artistici di Carreras. Col primo egli si perfezionò (dopo avere studiato inizialmente con Francisco Puig); la Caballè, invece, dopo averlo notato come Flavio in "Norma" di Bellini (il primo ruolo da tenore per Carreras, al Liceo), lo volle al suo fianco (come Gennaro) in "Lucrezia Borgia" di Donizetti. Era l'inizio di una splendida carriera: di lì a poco avrebbe conquistato i principali templi dell'opera di tutto il mondo. L'Opera di Stato di Vienna, come Duca di Mantova nel "Rigoletto" di Verdi (1974); il London's Royal Opera House, come Alfredo ne "La Traviata" di Verdi (1974); il New York Metropolitan Opera, come Cavaradossi in "Tosca" di Puccini (1974); e, l'anno successivo, La Scala di Milano, come Riccardo nel "Ballo in maschera", ancora di Verdi. Sono solamente alcune delle più importanti affermazioni di Carreras, capace di dare spessore vocale ed interpretativo ai ruoli ed ai personaggi operistici più impegnativi. Dopo il lungo periodo che lo ha visto combattere con tutte le proprie forze (<e con l'aiuto di Dio>, è solito ripetere) la leucemia che lo aveva colpito, è tornato progressivamente ai vertici del panorama lirico internazionale. E il progetto dei "Tre Tenori" (a cui abbiamo già fatto accenno), sperimentato con successo nell'estate del 1990, ha dato il "la" (è proprio il caso di dirlo!) alla sua definitiva (re)consacrazione. Numerose e di ottimo livello, inoltre, le incisioni di melodrammi (diretto dai più grandi direttori e con le più prestigiose orchestre) e di arie, romanze e canzoni napoletane. La curiositàSembra che abbia influito non poco a fare appassionare alla lirica il piccolo José la visione del film sulla vita di Enrico Caruso ("Il grande Caruso"), interpretato dal tenore italiano Mario Lanza: tornato a casa, cantò tutte le arie che Lanza aveva interpretato nella famosa pellicola. L'aria preferita? "La donna è mobile" da "Rigoletto", naturalmente! |
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