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Gl'Innamorati
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| Negli anni in cui Carlo Goldoni lasciò il capocomico Girolamo
Medebach e cominciò a lavorare al teatro San Luca (1752-1755),
visto il poco apprezzamento per le prime commedie proposte al nuovo
teatro, fu costretto a piegarsi al genere esotico e romanzesco,
che godeva allora del favore del pubblico. Dopo il successo di commedie fra le quali proprio Gl'Innamorati (1759), Goldoni riuscì a ritornare alle tematiche più congeniali della sua poetica: la realtà come protagonista della commedia, colta nei diversi avvenimenti che si presentano sulla scena della vita e quindi l'analisi, a volte impietosa, degli affetti, delle manie e dei sentimenti nelle loro manifestazioni individuali, ma anche universali e atemporali. Ed è questa voglia di indagare la psicologia dei personaggi goldoniani come se si trattasse di un'opera contemporanea, ricercando persino il gioco ambiguo delle scene e dei costumi, che ha spinto il regista Giampiero Cicciò ed i suoi attori a rappresentare Gl'Innamorati, una commedia non lieve, in cui si ride, certo, ma per una vicenda in cui non mancano rancori e astio. Diplomato nel '89 alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, Giampiero Cicciò ha già partecipato con una sua regia a Taormina Arte '99 (La sposa di Messina di F.Schiller). Nel 2000 è stato segnalato per il premio Ubu come migliore attore per l'interpretazione del Cardinale Pandolfo nel Re Giovanni di Shakespeare, diretto da Giancarlo Cobelli. Gli attori de Gl'Innamorati sono siciliani, soprattutto messinesi. A cominciare dal protagonista, Maurizio Marchetti (Fabrizio, vecchio cittadino). Messinesi anche i tecnici. I costumi e le scene sono di Francesca Cannavò. |