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Salvatore Giuliano

A cinquantuno anni dalla morte, e a tre dalla pubblicazione degli atti sulla strage di Portella delle Ginestre, Salvatore Giuliano ritorna protagonista. E diventa il musical che debutta in prima assoluta a Taormina Arte. Un musical tutto italiano, concepito da un musicista siciliano: Dino Scuderi, autore delle partiture originali. Dino Scuderi, Franco Ingrillì e Pierpaolo Palladino (coautori dei testi) raccontano la parabola esistenziale di un personaggio entrato ormai nella leggenda. Salvatore Giuliano è un unicum nel suo genere. Mai nessuno, fino ad ora, aveva pensato di trasformare in spettacolo musicale una vicenda così difficile e intricata. Da bandito a eroe che lotta per la causa separatista. Da eroe a traditore che spara sui contadini a Portella delle Ginestre. Da traditore a vittima di un complotto di Stato. La vicenda di Salvatore Giuliano si svolge nell'immediato dopo-guerra, fra il 1943 e il 1950, a Montelepre, piccolo paese montano nei dintorni di Palermo, intrecciandosi con eventi politici di primo piano, destinati a segnare la storia recente della Sicilia: lo sbarco

delle truppe alleate (luglio 1943); la rapida ascesa e l'altrettanto rapida eclissi del movimento se-paratista; il consolidamento del ruolo della mafia; il conflitto di classe che contrappose agrari e contadini poveri (strage di Portella delle Ginestre); la nascita delle alleanze sociali e degli equilibri politici che caratterizzeranno la storia siciliana più recente. Se il personaggio Giuliano poté svolgere questa funzione simbolica nell'immaginario sociale del suo popolo e nel contempo raggiungere notorietà internazionale è perché - innegabilmente - non si trattava di un bandito normale. La sua personalità presentava aspetti di teatralità, che lo rendevano credibile come bandito romantico o bandito gentiluomo o addirittura come leader di un movimento di liberazione nazionale, facendone, agli albori della società di massa, un personaggio ricco di fascino e di carisma popolare. Un bandito sui generis, dunque, ma pur sempre un bandito. Non tanto per il gravoso bilancio delle sue vittime, e non solo perché la sua "causa" separatista si rivelò perdente, ma soprattutto perché Giuliano rimase sempre e soltanto il capo di una banda. Egli cioè non ebbe mai una percezione politica e ancor meno una visione strategica degli avvenimenti con cui la sua vicenda personale andava intrecciandosi. Per cui fu sempre strumentalizzato politicamente e alla fine stritolato dagli eventi. Cercando di metterne a frutto la naturale e "storicamente accertata" teatralità del personaggio, il musical si incentra sulla figura di Giuliano, lasciando sullo sfondo le pur significative implicazioni storico-sociologiche del contesto raccontato. E' stata, cioè, una scelta programmatica degli autori quella di utilizzare la storia per spiegare il personaggio-Giuliano, e non di utilizzare il personaggio-Giuliano per spiegare la storia e la società siciliana del dopoguerra, come più frequentemente (e anche proficuamente) si è fatto. Per dar vita all'evento, Rosario Coppolino (Olmo Teatri Associati) e Progetto Teatro e Musica si sono affidati a un regista del calibro di Armando Pugliese. E a un cast di prim'ordine.

Autore, direttore musicale
Regista